Sorella Morte

IL FENOMENO CHIAMATO MORTE

Inseriamo questo testo dedicato alla  Morte perchè è una Sorella che non amiamo molto ma è una parte molto importante per l'evoluzione della nostra anima.

Coloro che non vediamo non sono degli assenti
sono soltanto invisibili,
tengono i loro occhi pieni di gioia
nei nostri pieni di lacrime.

Per noi che viviamo è un fatto importantissimo al quale non si darà mai la giusta importanza e, anche se non siamo qui a "sponsorizzare" questo fenomeno naturale, è necessario avere  una  familiarità con la morte, e cercare di non averne nessuna paura.

Come diceva un grande maestro dobbiamo imparare a morire un istante ogni giorno.

Come primo passo importante è necessario accettare come a volte è il modo in cui l'anima si libera dai legami del corpo fisico, ormai una prigione. Dobbiamo imparare che la  morte altro non è che un cambiamento... lasciamo un involucro che ci è stato donato per poter fare importanti esperienze, per passare ad una forma diversa (corpo eterico).  Una delle richieste che vengono fatte alle anime prima di incarnarsi su questa Terra è quella di riconsegnare il corpo che ci è stato assegnato nel modo migliore possibile!

Dobbiamo imparare, oltre che ad accettare la morte per noi stessi, anche ad aiutare in modo concreto i nostri cari che momentaneamente ci lasciano, lasciando il corpo a Madre Terra, oppure purificandolo con il fuoco della cremazione, permettendo così alla nostra anima e i corpi sottili di tornare all'Eterno. Questo perché si preparino ad un nuovo ritorno, se abbiamo ancora esperienze da fare, oppure al cambiamento alla forma di energia pura (il cosiddetto Angelo); in questo caso le esperienze terrene saranno terminate.

Per la maggior parte delle persone la morte rappresenta il terremoto finale che porta alla cessazione di tutto: rapporti umani e attività fisiche, dimenticando che ciò avviene ogni notte quando lasciamo nel nostro letto il corpo fisico e ci abbandoniamo al sonno. Nei sogni e nei viaggi astrali abbandoniamo le attività sul piano fisico e rincominciamo a vivere una nuova vita; al ritorno o al risveglio però non ricordiamo più con quale facilità abbiamo  lasciato il corpo.

Se oggi siamo qui significa che abbiamo vissuto molte vite e di conseguenza già abbiamo vissuto questo cambio in varie occasioni. Il nostro errore sta nell'identificarci con il corpo fisico! Solo quando ci renderemo conto di non essere dei corpi fisici ma ANIME in evoluzione grazie ad essi, non conosceremo più la paura del  fenomeno  chiamato  morte.

La morte sarà la fine delle limitazioni create dal corpo; dal processo di cambiamento che ci fa tanta paura  si percepirà  solo ed esclusivamente qualcosa che si avvicina ad un elettroshock di pochi secondi, nient'altro.

Solo per chi non è evoluto, la morte rappresenta l'oblio, un lunghissimo sonno dal quale non vi è ritorno.

La morte del corpo fisico

"Quindi, lasciate che i morti partano tranquillamente verso quei luoghi dove devono andare. I vostri genitori, i vostri amici, non aggrappatevi a loro, non tratteneteli col vostro dolore e la vostra sofferenza, e soprattutto non cercate di chiamarli per comunicare con loro: li importunereste e impedireste loro di liberarsi. Quante volte ve l'ho già detto: là dove è il vostro amore, là un giorno sarete anche voi."

(Omraam Mikhael Alvanhov)

Su cosa si basa  LA PAURA DELLA MORTE?

1.  sulla paura del processo di separazione insito nella morte  stessa - il DISTACCO dal corpo fisico;

2. sulla paura dell'ignoto a cui andiamo incontro;

3. sul dubbio dell'immortalità;

4.  sul dolore di lasciare i propri cari e i propri beni materiali, e di perderli - l'ATTACCAMENTO;

5. su antiche esperienze fatte di morti violente che si annidano nei ricordi consci o inconsci;

6. sull'attaccamento alla forma del corpo fisico in cui ci si identifica;

7.  su vecchi e sbagliati insegnamenti  di paradiso e inferno - CONDIZIONAMENTI ricevuti nell'infanzia.

Fisicamente ciò avviene nel momento in cui tutti i corpi sottili* hanno abbandonato il corpo fisico (si calcolano circa 3 giorni) e così l'anima si ritira nel mondo astrale, dove con tutti gli altri corpi sottili  si prepara per tornare ad assumere la stessa figura e dimensione di quello che abbiamo lasciato senza vita.

*I Corpi Sottili sono le frequenze energetiche che compongono l'aura della persona e dei quali, il corpo fisico, è solo la manifestazione più densa.

La maggior parte delle persone che muoiono, non avendo nessuna conoscenza ma altresì molta paura, credono di essere ancora vivi e rimangono molto perplessi per ciò che avviene intorno a loro. Il pianto e la disperazione dei parenti, i medici che tentano accanitamente di salvarli... tutto questo porta ad una maggiore fatica nell'accettare e nel vivere ciò che è accaduto.

In ogni caso non saremo mai soli nel momento del cambiamento (a parte in alcune situazioni particolari come il suicidio), ciò che viene detto nelle credenze popolari, corrisponde a verità. Quando si dice che i nostri cari o amici particolari, si mostrano a noi nel breve periodo prima della morte, ci rivela che essi ci vengono incontro per facilitarci questo importante passaggio.

Se invece chi sta trapassando dice di vedere una luce, anche flebile, significa che ad aiutarci è venuto un Angelo (si può notare anche da fuori questa luce sul viso di chi sta partendo). Sono sicuramente due aspetti belli di questo particolare momento.

 

Non si muore soli...

Cosa succede durante i tre giorni dopo il passaggio, nei quali siamo tenuti in casa, cosa fare e cosa non fare per aiutarli al meglio:

REGOLA MOLTO IMPORTANTE - Sarebbe bene non spostare il corpo dal luogo dov'è avvenuto il trapasso... se questo deve avvenire che siano tragitti il più breve possibile.

L'anima è costituita maggiormente dal corpo astrale, ma ha tre corpi (eterico, astrale, mentale).

Quando una persona muore perde immediatamente 150 gr. ed è il peso dell'anima.

Se noi mettiamo un termometro a 1 metro di distanza sulla destra del morto, all'altezza del cuore fisico, si può rilevare un +2°C.

Quando muore una persona, l'anima deve andare al suo piano di appartenenza e non va bene che i parenti intorno piangono o si disperino in continuazione....

E’ necessario avere consapevolezza, non vestirsi a lutto perché‚ se ci vestiamo di nero potremmo confondere l'anima. Vestirsi di bianco dà luce all'anima.
Non lasciar sola la persona defunta nelle prime ore e non metterla subito  in una bara.


Cosa succede alla morte con i nostri 5 sensi fisici?

TATTO - GUSTO - OLFATTO si perdono subito all'atto della cessazione del respiro.

VISTA  la vista psichica dura ancora 30' dalla morte.

UDITO l'udito psichico dura 2h e 32', sente con l'orecchio dell'anima grazie a kundalini, è per questo che è importante parlare all’anima fisicamente (se è possibile) o mentalmente in queste 2 ore e 32 perché ci sente, si può dire per esempio all’anima: vai verso la luce, non abbiamo bisogno di nulla, stai tranquillo noi stiamo bene …..

Da notare che i 5 sensi fisici si manifestano e si sviluppano nell’ordine suddetto sia alla nascita che alla morte.


E’ importante che non venga fatta l'autopsia subito (ovvero nelle prime 2 ore e 32) perché l’anima vede e sente i medici mentre eseguono l’autopsia: questa è un'esperienza terribile per l'anima....

E' inoltre buona cosa mettere:

- ceri/candele accese intorno alla bara  a forma  di croce,  questo perché il corpo eterico  è la matrice dell'anima e con le candele accese, simbolo di purificazione con l’elemento fuoco, diamo la possibilità all'anima di trovare la luce in ogni direzione (nord-sud-est-ovest).  Specialmente nei casi di suicidio, se avvenuti lontano da casa, sarebbe buona cosa creare una situazione con amici e parenti, in modo che con ceri e candele accese, si "accompagni" l'anima di chi ha compiuto questo infausto gesto, verso la dimora dove ha abitato durante la vita terrena.

-   accendere incenso.

-  mettere fiori profumati, perché l'aroma che si espande impedisce agli esseri del basso astrale di avvicinarsi all'anima.

 

Mentre si parla al defunto è consigliato fare un massaggio fisico o mentale al corpo in questo ordine:


Cervelletto o nuca, il torace, il plesso solare, le braccia e le mani, le gambe e i piedi.

Il massaggio si esegue tranquillamente mentre si dice al defunto fisicamente o mentalmente:  

"Non avere paura, vai verso la luce, tu devi sapere che il dolore non esisterà più per te, non avrai freddo o caldo, l'unica cosa che devi fare è unirti a Dio (oppure utilizza i nomi della sua religione), stai tornando a casa.
Noi non abbiamo bisogno di niente stiamo bene …"

Il massaggio fisico o mentale, se possibile, dovrebbe durare 2 ore e 32, dopo circa 1ora e 30 da quando inizi il massaggio succede qualcosa di molto speciale.

Che cosa succede con il massaggio?

Tra i corpi ci sono dei fluidi molto forti e noi massaggiando rompiamo questi fluidi e aiutiamo l'anima ad andarsene (l'anima se ne va dalla destra del corpo fisico dopo 2 ore e 32,  poi torna).


Può succedere che dopo tale tempo ad esempio il corpo muova la testa verso l'alto e ricada con un'espressione di pace, oppure il defunto potrà avere un sorriso anche se è morto con una smorfia di dolore, il viso si rilassa.


Il nostro compito è accompagnare e rassicurare l'anima nel suo viaggio verso la luce. L’anima ha un nuovo compito da svolgere, non permettere che si fermi! comunicagli che i parenti stanno bene e che non hanno bisogno di niente.

E' molto meglio la cremazione perché l'anima si libera subito.

Se un'anima muore in un incidente o assassinata il cammino come anima può essere lo stesso, oppure vaga disperatamente cercando di chiedere a tutti perché il suo corpo è morto quando invece essa si "sente viva", questo perché il cambio è stato troppo repentino.


Le persone assassinate mantengono il ricordo di quello che stavano facendo e poi vedendo il loro cadavere hanno un momento di sconforto, fino ad arrivare a capire ciò che è successo e di conseguenza prenderanno il sentiero giusto. E' consigliabile accendere una candela con una croce bianca sul luogo dell'incidente o dell'assassinio per dare la luce all'anima.


Le persone che si suicidano sono quelle anime che hanno bisogno di preghiere, in quel momento è bene mandare luce a quest’anima, e  far dire per loro delle Messe Gregoriane che l'aiutino a trovare un pò di pace, per l'atto estremo che hanno compiuto.

Durante i primi 7 ANNI che seguono la dipartita dell'anima, è bene NON piangere, ma avere un atteggiamento tale che mostri a loro che chi rimane non ha problemi. E' consigliabile non pregare direttamente l'anima ma piuttosto delle energie sottili pure che portino all'anima l'energia della preghiera (per esempio Gesù, Maria, Padre Pio, un Santo al quale il defunto era affezionato oppure, se era devoto di altre fedi o religioni, pregare il Maestro al quale era legato).

Personalmente non conosciamo nulla della morte, come possiamo averne paura? Noi che siamo una Scintilla Divina, siamo sempre esistiti, la morte appartiene solo al corpo e alla mente, ma non all'anima. Chi ha provato esperienze di premorte non ha più paura di questo Grande Passaggio.

Esempio cose da non fare:

Le madri che perdono i figli, incanalano spesso tutto il loro amore verso chi non c'è più e si dimenticano di chi ancora vive con loro.  

 

Messaggio Medianico:

Quando la Terra capirà che la morte è un risveglio, un ritorno dell'anima alla sua patria d'origine, vive un'immensa felicità di ritrovare la vera vita.

Ora se essa vive nel corpo fisico, perché mai non dovrebbe vivere nell'aldilà?

Morire è il trasferirsi da una casa, all'altra più bella. Nella maggior parte dei casi (al 90%) alla domanda: "Cosa si vive nell'aldilà? Cosa si fà?", la risposta è sempre : Amore e Pace. Nessuno sa mai spiegare cosa vi sia realmente, oppure ognuno risponde in modo diverso dall'altro.

Tutto è meraviglioso, tutto è luce, colori che da noi non esistono, vibrazioni e frequenze diverse dalle nostre. L'arrivo nel Nuovo Mondo è stato spiegato come una nuova nascita.

L'ULTIMO VIAGGIO

Qui riportiamo anche un aiuto di comprensione di ciò che avviene in particolari momenti, anche per coloro che vorranno assistere i propri cari nel momento del trapasso.

Vi sono purtroppo oggi sempre più malattie che ci portano ad una morte dolorosa, e questo crea molte difficoltà nei momenti importanti del nostro cambiamento evolutivo. Il primo passo avverrà nel momento in cui scopriremo, solitamente dopo un esame, di aver sviluppato una grave malattia.... questo è un vero shock perché sappiamo che quella malattia ci porterà all'evento finale. Passeremo poi ad una fase di RIFIUTO e negazione, spesso la persona dice:" non a me, vi è un errore! hanno scambiatole analisi.... non può succedere a me!" Questo fa anche si che la persona si tranquillizzi momentaneamente e incominci a valutare con un tempo più lungo le difese da contrapporre al male.

Arriverà comunque il tempo di dover accettare la realtà, la trasformerà in un totale rifiuto e automaticamente in COLLERA. Se la prenderà con tutti: dottori, il proprio lavoro troppo stressante, la moglie che in passato gli ha dato qualche grossa delusione, i figli che gli hanno dato insoddisfazioni, e non da ultimo DIO che, invece di prendersela con la suocera che è molto più vecchia o altri, si accanisce contro di lui, urla contro l'ingiustizia divina, e si accanisce contro un destino malvagio!

Questa fase termina con una richiesta di MERCANTEGGIAMENTO sulla durata della vita che gli resta da vivere, lo fa nuovamente con il destino il dottore se possibile ma anche contro quel DIO su cui aveva riversato la sua collera. Ma, visto che non vi è più nulla da fare e nessuno vuole esaudire le sue preghiere, si richiude in se stesso, vuole rimanere solo, non parla più, arriva a rifiutare il cibo e ogni tipo di rapporto con chiunque. Questa si chiama DEPRESSIONE PREPARATORIA, che ha un tempo di superamento molto soggettivo, ma che se viene superata porta alla definitiva forma di ACCETTAZIONE.

Dobbiamo sempre essere molto vigili, e fare in modo di non riportare mai il malato dal periodo dell'accettazione, ad un periodo già superato, altrimenti dovrà rifare tutto il lavoro fatto, nella maggior parte dei casi con tanta fatica.

Abbiamo 2 tipi di accettazione, una accettazione PASSIVA, nella quale il malato si arrende ad una forza più grande di lui, vuole con tutte le sue forze evitare la morte, ma si rende conto che prima o poi tutti arriveranno a quel momento che ora lui vorrebbe evitare, quindi anche se considera la morte il suo peggior nemico si arrende a lei.

Esiste anche un altro modo di accettare questa esperienza: quella  ATTIVA, nella quale il malato ha compreso appieno quale sia il ciclo della vita, e che la morte sia un esperienza positiva, ed evolutiva. Questo tipo di accettazione, passa da una morte silenziosa e calma, senza resistenze e traumi, ad una morte con il sorriso, quasi aspettata nella certezza interiore e vera, con la sicurezza di aver portato a termine nel modo migliore assoluto l'esperienza in questa vita e con questo corpo, con la certezza di andare incontro, a grandi esperienze evolutive future atte a darci grandi opportunità di crescita.

Vi è poi l'ultima fase detta DISTENSIONE, nella quale il morente entra in totale simbiosi con la propria morte, non comunica più e ci sembra veda un'altra realtà, durante la quale sarà molto importante la nostra presenza ma silenziosa, una vera terapia del silenzio, che permetterà anche a noi di comprendere coscientemente come si lascia il corpo.

 

Il desiderio di rinascere

Quando il defunto decide di incarnarsi nuovamente subentrano degli esseri spirituali di altissima intelligenza (gli Angeli del Destino o Rettori del Karma) che l'aiutano a creare la trama della sua nuova esistenza. Con Essi egli esamina i vari atti negativi e positivi compiuti in tutte le precedenti esistenze, e pianifica una vita dove poter incontrare le persone che ha danneggiato e compensare il male fatto nel migliore dei modi.

Anche il bene fatto non va perduto perché le persone beneficiate, saranno coloro che gli offriranno amore, aiuto e simpatia nella vita che si sta preparando.

Dopo questa laboriosa preparazione lo spirito inizia la sua discesa verso i mondi più densi. Con la materia del Mondo Mentale si crea il corpo mentale e con quella dei Mondi inferiori si crea il corpo astrale ed il doppio eterico. Quest'ultimo viene posto nel grembo materno ed agisce come una matrice energetica per dare la forma dovuta al feto in gestazione.

 

Sono morto come...

Sono morto come minerale
e sono diventato pianta.
Sono morto come pianta
e sono diventato animale.
Sono morto come animale
e sono diventato uomo.
Perché dovrei aver paura?

Sono già stato diminuito dalla morte,
eppure ancora una volta
morirò come uomo,
per fondermi alla benedizione dello spirito.

Ma anche questa fase dovrà essere abbandonata.
Tutto, tranne Dio, deve perire.

(Poesia di un Maestro indù vissuto nel 1240).

 

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Diaro delle testimonianze

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